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È stato approvato il bilancio della Regione Veneto per il 2010

Notiziaro del 7 febbraio 2010
Per i servizi di assistenza domiciliare diretta ed indiretta non ci sono aumenti rispetto al 2009. La situazione è grave. Le richieste sono aumentate, ma il finanziamento è più o meno lo stesso e quindi i contributi per l'assistenza autogestita rischiano di essere ridotti.

Il bilancio di previsione della Regione Veneto, come potete vedere dal comunicato sottoriportato, è stato approvato. Le nostre proposte non sono state accolte. Il fondo per la non autosufficienza è stato aumentato di soli 15 milioni di euro che verranno utilizzati per tamponare la carenza di posti letto per le persone anziane non autosufficienti.

Per i servizi di assistenza domiciliare diretta ed indiretta niente. Briciole sul resto.

Abbiamo fatto il possibile per convincere il consiglio regionale, ma la maggioranza che governa la regione è stata irremovibile.

La situazione è grave. Le richieste sono aumentate, ma il finanziamento è più o meno lo stesso del 2009 e quindi, come è già successo l'anno scorso, i contributi per l'assistenza autogestita rischiano di essere ridotti anche per il 2010.

La ripartizione del fondo per la non autosufficienza, sulla base di quanto previsto dalla legge regionale approvata lo scorso novembre, non promette niente di buono e arriverà tardi. Il riparto alle 21 ULSS  dei 683 milioni del Fondo per la non autosufficienza è già tutto ipotecato. I 30 milioni in più di cui parla Valdegamberi nel comunicato sotto troveranno in realtà un altro utilizzo.

La distanza tra le parole e i fatti è sempre più grande. Le tante dichiarazioni a sostegno della domiciliarità si sono tradotte nel nulla. Chi governa  la regione sembra principalmente impegnato a riempire gli istituti, anzichè favorire la permanenza nella propria casa di tante persone cosiddette non autosufficienti. 

Quello che ci aspetta ora lo sapete. Se vogliamo evitarlo, se vogliamo vivere liberi e con dignità, non possiamo e non dobbiamo permetterlo. Resta una sola cosa da fare: obbligare chi di dovere a fornire le risposte che chiediamo. Questa dovrà essere la nostra campagna elettorale.

Ognuno di noi, di voi, a questo punto, dovrà impegnarsi direttamente e partecipare alle manifestazioni che insieme organizzeremo a Venezia e altrove. Non sarà facile, ne siamo perfettamente consapevoli, ma non ci sono alternative.

Lunedi 8 febbraio ci riuniremo a Padova, alle ore 16.00, presso la sede della "Gulliver" per una prima valutazione, la riunione è come sempre aperta e siete tutti caldamente invitati a partecipare. In ogni provincia, in ogni comune, in ogni angolo di questa Regione dovremo cercare di fare sentire la nostra voce. Ogni persona dovrà diventare protagonista. Ci stiamo giocando le conquiste di questi anni e bisogna agire di conseguenza. Dovremo quindi dare vita, singolarmente e come gruppi di persone, a varie forme di protesta e di pressione e usare la fantasia di cui disponiamo per colpire l'attenzione dell'opinione pubblica e delle istituzioni. Noi non possiamo salire sui tetti, ma possiamo fare molte altre cose, ad una condizione: dobbiamo innanzitutto essere convinti che possiamo farlo e che è il momento di farlo.

un caro saluto

Flavio - Elisabetta - Ivano

 

 

Comunicato assessore Valdegamberi  - 5 febbraio 2010

Non autosufficienza. Con bilancio regionale aumento del 2,5% al valore delle impegnative di residenzialità. Valdegamberi ai centri di servizio: “Non aumentate i costi per le famiglie”

Gli anziani non autosufficienti del Veneto potranno contare per il 2010 su 15 milioni di euro in più rispetto al 2009 assegnati all'interno del bilancio regionale per le loro esigenze di cura e assistenza nelle strutture residenziali. Ne dà notizia con grande soddisfazione Stefano Valdegamberi, assessore regionale alle politiche sociali il quale spiega che “stamani, con la votazione della legge di bilancio in Consiglio regionale è stato approvato un emendamento che prevede un incremento di 15 milioni di euro del capitolo unico sulla non autosufficienza con la contestuale indicazione alla Giunta regionale di aumentare del 2,5% il valore delle impegnative di residenzialità per l’anno 2010”.

L’assessore veneto ha perciò inviato tempestivamente una lettera a tutti gli enti gestori dei centri di servizio per anziani non autosufficienti del Veneto, informandoli dei questa norma ed invitandoli a “tenere debitamente conto di ciò nella determinazione delle rette alberghiere a carico delle persone accolte, affinché l’accesso ai servizi sia mantenuto in condizioni di sostenibilità per gli ospiti e le loro famiglie”. Valdegamberi ha perciò chiesto di non caricare sulle famiglie i maggiori costi alberghieri presso le strutture residenziali e semiresidenziali per anziani non autosuffici enti dovuti all’innalzamento del costo della vita.

Il valore complessivo del Fondo unico per la non autosufficienza per il 2010 sarà complessivamente pari a 683 milioni di euro, contro i 668 del 2009, a cui si potranno aggiungere ulteriori 30 milioni di euro derivanti dal riparto del Fondo nazionale per la non autosufficienza, recentemente ripristinato nella finanziaria nazionale 2010 su sollecitazione delle regioni italiane, delle quali Valdegamberi è coordinatore nazionale per gli assessori al Sociale.

“La suddivisione del Fondo unico per la non autosufficienza – spiega ancora Valdegamberi – avverrà secondo le modalità che saranno definite dalla Giunta regionale ai sensi della legge regionale 30/2009 che ha istituito il Fondo per la non autosufficienza.

Nelle more di questo provvedimento, tuttavia, si farà riferimento ai criteri di programmazione finora già adottati, tenendo conto dell’indicazione di aumentare del 2,5% le impegnative di residenzialità e di destinare il rimanente incremento del Fondo agli interventi domiciliari per le persone anziane non autosufficienti e per le persone disabili”.

I destinatari del Fondo, ricordiamo, sono persone anziane non autosufficienti (25.900 – dati 2008) e persone disabili (3.000) ricoverate in strutture residenziali e semiresidenziali; persone disabili ospiti di centri diurni (6.000) o prese in carico dai servizi mediante progetti personalizzati di autonomia o di vita indipendente (3.980); persone non autosufficienti assistite al domicilio dai propri familiari percettrici di assegno di cura (26.300); utenti del servizio Telesoccorso (23.800) e dell’Assistenza Domiciliare Integrata (15.700).